Festa da “Bammina” Ognina

L’ annuale festa autunnale “da Bammina” viene seguita con devozione anche dall’intera area metropolitana che, sempre di più, si estende sul mare, sia in direzione della Scogliera di Aci Castello che lungo il sobborgo catanese di S. Giovanni Li Cuti, accolta dalla distesa delle luminarie dei numerosi balconi delle ville private della riviera e delle basse case dei licutisi.

La chiesa di S. Maria di Ognina si trova al centro del quartiere omonimo.

La piccola chiesa di S. Maria di Ognina, con il prospetto rigoroso ed essenziale, sorge nella piazza che dolcemente digrada verso il mare.

L’origine della chiesa è molto antica; nell’elenco dei tributari del Vaticano (anno 1308) si trova il titolo di Santa Maria di Lognina. Dopo il terremoto del 1693 venne ricostruita sullo stesso luogo della basilica precedente (forse con la facciata orientata diversamente). Il simulacro della Vergine Maria, che si venerava nel Seicento e nel Settecento, venne distrutto da un incendio nel 1885. Per un periodo di tempo si espose alla venerazione dei fedeli un’immagine in cera della Madonna Bambina. Nel 1889 venne prodotta l’attuale statua lignea. La splendida statua della Madonna venerata nel tempio di Ognina è stata eseguita a Parigi da un monaco cistercense – come viene riportato alla base dello stesso simulacro – nel 1889. Essa sostituisce l’antichissima statua di Santa Maria di Lògnina gravemente danneggiata da un incendio la sera dell’8 settembre 1885 a chiusura della festa patronale.

Autori vari del ‘600 e del ‘700 ce la descrivono col Divin Bambinello tra le braccia…”la materia è di legno; la veste della Gran Signora, tinta di color chermisi; ed il manto colorato in cilestro; ma l’aria del volto è così venerabile e divota, che estasiato rapisce ogni cuore”(G. A. Massa). Ad immagine di una Madre era quindi l’antica statua e certamente non molto dissimile dall’attuale. Purtroppo di essa non possediamo alcun ricordo; e quantunque la Chiesa sia dedicata alla Natività, la letteratura la conferma sempre col titolo di Santa Maria di Lògnina. Il nome di Bambina le è stato attribuito in maniera precaria negli anni seguenti il 1885, quando si espose temporaneamente una immagine di cera di Maria in fasce nella culla.

Il titolo vero dunque non è quello di Madonna Bambina ma di Nostra Signora di Ognina. I celebri e antichi ori ex voto della nostra Madonna – ricordati anche in alcune opere di Giovanni Verga, e che costituivano un grande patrimonio storico ereditato in tanti secoli – furono sacrilegamente trafugati una notte del settembre del 1970: scomparve così un altro pezzo di storia di Ognina. Ciò malgrado, però, la generosità del popolo ogninese ha ridato in pochissimo tempo nuovo splendore al manto della sua Celeste Patrona. L’attuale statua è stata restaurata e riportata al suo primitivo splendore dal Prof. D. Milluzzo di Catania nel 1989 in occasione del centenario celebrato solennemente da tutto il popolo in festa. Preziosi e significativi i tanti doni offerti durante i festeggiamenti del recente centenario: la corona e lo stellario in oro e argento.

L’orologio sulla facciata della chiesa; la finestra in vetro posta sotto l’orologio con le porticine che si aprono al suono delle campane ogni sera all’Ave Maria mentre la Madonna appare illuminata a festa per benedire i passanti e i devoti in preghiera.

La Vara restaurata per la processione con angioletti in legno scolpiti che troneggiano su di essa.la chiesa si affaccia su Piazza Ognina, di solito affollata dalle barche lasciate lì a riposare, tra un pilastro e l’altro del ponte in cemento armato sovrastante.

Uscendo dalla Chiesa, zigzagando tra le barche e passando sotto l’alto ponte, che è poi una grossa strada, a destra e a sinistra si vedono grandi murales.

I murales sono stati realizzati dagli studenti dell’Istituto d’arte, che sovrappongono colorate immagini del mercato del pesce al grigio del cemento. Una chicca: … appartati, sotto questi archi, con il mare che quasi lambisce i piedi … se si chiudono gli occhi e si fa un profondo respiro, si sente il mare,se ne assorbe il profumo, si è pervasi da un senso di pace di calma che fa dimenticare di essere nel cuore di una città caotica.

Vari sono i soggetti degli affreschi , da quelli mitologici …A quelli religiosi … Come si vede dalla raffigurazione della processione …

Ma il mare è anche un paesaggio carico di valori.

Mai uguale a se stesso, mutevole nei suoi aspetti, negli odori, nella voce, il mare ha qualcosa di sovrumano e divino nel suo essere uno e mille insieme.

Ci appare ora calmo e infinito, ora inquieto.

Ci affascina e ci fa paura come solo ciò che è Assoluto sa fare; è in continua metamorfosi nel tempo e nello spazio. I pescatori, e chi col mare ci vive e ci lavora, hanno un modo proprio di sentirlo, più silenzioso a volte, ma di certo non meno forte.E uno dei modi popolari per esprimere il legame dell’uomo col mare, fonte di nutrimento e di morte, di bellezza e di furia, sono le tradizioni e le feste patronali dei paesi costieri, sentite e vissute in modo diverso da un luogo all’altro, a volte non dalle nuove generazioni, a volte invece soprattutto da queste.

La Festa della Madonna di Ognina si celebra ogni anno nella settimana che rotea attorno all’8 Settembre, giorno della Natività di Maria.

È preparata nel corso dell’anno da un Comitato ad hoc – formato da pescatori e da operatori pastorali – ed è guidato dai Sacerdoti della Parrocchia.

Sette le manifestazioni religiose e folkloristiche più tipiche e significative.

La svelata.
Alle ore 8 del giorno 8 Settembre la Madonna incoronata e illuminata appare sull’altare maggiore alzandosi lentamente dalla parte del Tabernacolo quasi a significare l’intima unione tra la Vergine Santa e l’Eucarestia.

La consacrazione delle famiglie.

Attraverso i bambini che offrono i fiori, ogni nucleo familiare si consacra e si mette a disposizione dei bisogni della famiglia della Madonna che è la parrocchia missionaria nel quartiere

La sagra del pesce azzurro. 

La sera del 7 settembre i pescatori in Piazza Ognina imbadiscono una grande tavolata e offrono a tutti pesce arrostito. Durante l’anno i pescatori di molte barche riservano in dono alla Madonna la cosidetta mezza parte del pescato di uno di loro, considerando la Madonna come membro di equipaggio. Il ricavato viene offerto per la riuscita della Festa.

La gara delle barche.
Nel primo pomeriggio della domenica che segue all’8 Settembre si svolgono nelle acque del Porto le gare delle barche. Le squadre provenienti anche da altri quartieri si allenano nei giorni precedenti alla Festa. Le barche portano i colori azzurro e rosso del manto della Madonna e vengono utilizzate solo per le gare. Si tratta di una manifestazione suggestiva di grande sapore folkloristico

Di seguito troverete il programma completo: Festa Santa Maria di Ognina

Articolo by Nicchi_Nacchi

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