Tra intrighi di bancarelle… La promessa mantenuta

Le promesse, promesse di essere più buoni, di non sbagliare più, di  avere il coraggio di andare avanti, di non tornare indietro, di voler bene o di amare per sempre una persona, di non lasciarla mai, promesse di sposarci o di non farlo mai..

Quanti di noi hanno almeno una volta promesso una cosa,una qualunque, beh io un anno fa ho promesso di farla conoscere, di fare sapere che esiste e da tantissimo tempo, no, no, non parlo di una persona  ma di una chiesetta, la chiesa di S. Gaetano alle grotte. Essa si trova in piazza del Carmine, ed è nascosta fra le bancarella, ignorata da tutti, occupati a comprare qualche oggetto indispensabile o semplicemente presi dalle proprie vite, con l’aria timida e un po’ triste vorrebbe gridare  che esiste ma nessuno l’ascolta.

L’altro giorno sono  passata di lì ed ho visto che è stata sistemata per ospitare la parrocchia russa- ortodossa Svetia Agafia (S.Agata), appartenente al patriarcato di Mosca. C’è un calendario  delle messe ortodosse, il sabato si celebra la Paraklisis, l’invocazione alla Santissima Madre di Dio in rito bizantino e l’unzione degli ammalati.  E c’è anche un orario delle messe con rito cattolico. Che bell’esempio d’integrazione !!!

I muri sono intonacati di fresco, bianchi, di un bianco accecante, due giovani di lingua slava tirano a lustro icone bizantine che convivono fianco a fianco con vecchie immagini e semplici statue, forse omaggiate da un fedele, artista per passione..

Com’è cambiato tutto in un anno ! che dire ? Forse a me piaceva di più con la sua aria abbandonata con i muri scrostati che trasudavano storia . Le grotte che si trovano sotto di essa sono rimaste com’erano. Si tratta di un sistema di cavità sotterranee ricoperte parzialmente da antiche colate laviche (nelle vicinanze esiste una “via Grotte Bianche”). In queste grotte, che forse ebbero funzione catacombale, fu deposta S. Agata dopo il martirio.

 E’ umido, buio, avvolto dal silenzio, scompare come d’incanto il vociare che risuona a pochi metri più su. All’interno una piccola cappella a fianco della quale vi é una vasca le cui acque erano usate per i battesimi.

Vengono in mente scene da “Quo Vadis”: cristiani atterriti, celebrazioni clandestine.. e si sente uno strano fruscio.. suggestione? No il fiume Amenano che scorre sotto i nostri piedi, invisibile ma vivo. Lo stato di degrado attuale permette solo di “intuire” quel che resta delle pitture murali,ma con un piccolo stratagemma si riesce ancora a vedere qualcosa, basta spruzzare un po’ d’acqua sulle pareti, la polvere si bagna e come per incanto riemerge un volto sacro, un tralcio di vite…

Volevamo che questa chiesetta, venisse conosciuta, recuperata, a qualcuno quella voce è arrivata, adesso si può visitare, è tornata a vivere, con nuovo spirito, sembra lanciare una proposta di convivenza pacifica, di rispetto per ogni rito, nella sua diversità e nella uguaglianza della fede in Dio.
Forse è stata scelta  grazie alla sua semplicità  che fa di questa chiesa una piccola isola dentro una città.

Vanessa 

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