Legatoria Prampolini & Vicolo Stretto

Le sorelle Sciacca si raccontano:

Toste, determinate e piene di iniziative, le sorelle SciaccaMaria Carmela Angelica, raccontano cosa significa oggi lavorare in una delle librerie più antiche della città. 

A loro si deve infatti la riapertura della storica Legatoria Prampolini, nata nel 1894  da Giuseppe Prampolini, con la prima denominazione “Legatoria Libreria Tirelli” dal cognome della prima moglie: Vittoria Tirelli.

Centro intellettuale della città di Catania  fin dal 1800, ha ospitato uomini illustri: Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De Roberto, Vitaliano Brancati ed Ercole Patti, tra gli scaffali pieni di libri che hanno reso questo posto nel corso degli anni un salotto culturale d’eccellenza.

Già proprietarie della nota libreria Vicolo Stretto, hanno deciso con coraggio di acquisire anche quest’ultima, donandole un volto nuovo: non più una legatoria, ma “trasformandola”in una libreria, regalando alla città di Catania due luoghi in cui “perdersi” tra gli autori passati (all’interno  vi è una parte del patrimonio librario della libreria Prampolini, acquisita dai precedenti proprietari  della libreria e messa a disposizione per i cittadini), e quelli emergenti.
Un punto d’incontro tra il passato e il futuro, organizzando gruppi di lettura ed eventi per avvicinare i giovani alla letteratura nonostante l’utilizzo dei nuovi media. 

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  • Perché avete deciso di aprire un’attività come la libreria e cosa vuol dire per voi essere libraie?

L’apertura della libreria Vicolo Stretto è stata del tutto casuale. Ci siamo catapultate in un mondo che conoscevamo solo da lettrici. 

Abbiamo imparato a fare le libraie facendo errori, aggiornandoci, ascoltando e leggendo.
 

Abbiamo ancora un sacco da imparare, il mondo del lavoro, soprattutto di questi tempi, viaggia ad una velocità spaventosa e ci vuole grande attenzione per non perdere il ritmo.
 

Essere libraie vuol dire tantissime cose.
 

Si è allo stesso tempo operatori culturali e imprenditori, lettori e commercianti, contabili e social media manager. Tanti profili professionali in una persona sola, questo è essere librai.

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Libreria Vicolo Stretto

  • Nel vostro talk al TEDxCataniaWoman avete fatto riferimento al concetto di libreria nella comunità, cosa intendete esattamente?

Elvira Sellerio in un’intervista in Rai dichiarò che editori e librai fanno un servizio alle loro comunità.

Io e Angelica sposiamo pienamente questa definizione, il nostro servizio alla comunità è offrire uno spazio in cui prendersi una pausa, in cui conoscere il proprio autore del cuore e dove si sa che, chi ti accoglie, ha una storia da raccontarti.
 

Il “servizio” di cui parlava Elvira Sellerio oltre ad essere un servizio commerciale e un servizio intellettuale, di accrescimento delle “pareti mentali” dei lettori e delle lettrici che frequentano la tua libreria.
 

Questo è un bene “immateriale” importantissimo per la crescita di un Paese ma, e nel caso italiano è sotto gli occhi di tutti, non viene considerato come qualcosa che abbia valore. 

  • Perché proprio la Legatoria Prampolini?

La libreria Prampolini nasce nel 1894 come Legatoria Libreria Tirelli. All’epoca nei locali della libreria si rilegavano anche i libri per le scuole.
 

Noi, insieme alla nostra grafica Alessandra Rigano e il nostro progettista Marco Terranova di SenzaStudio, abbiamo deciso di fare un azzardo, comunicativo e di restauro.
 

La Legatoria Prampolini è uno spazio in cui poter sfogliare un libro, ascoltare un vinile e bere un tè. Legatoria scimmiotta, a mò di licenza poetica, il verbo legare a testimonianza del fatto che i libri e le librerie creano legami, con i libri e tra le persone.

Legatoria Prampolini

Libreria Prampolini

  • Cosa comporta oggi, essere donna ed avere un’attività qui in Sicilia?

Non sappiamo se una donna in Lombardia nel nostro settore ha meno difficoltà di noi.
 

Essere una donna imprenditrice comporta tanta determinazione, capacità e grandi obiettivi ma non so se è troppo lontano dall’ essere un uomo imprenditore in questi anni di grande precarietà.

  • Cosa consigliereste ai giovani che vogliono intraprendere una carriera come la vostra?

Di valutare bene costi e benefici al di là del “sogno” o della “passione”, capire il più possibile di cosa ha bisogno il territorio in cui si opera e quali strategie utilizzare per far entrare quante più persone possibile.


Sapere che tutto quello che si ha in mente non sempre è perfetto e giusto, bisogna essere pronti a stravolgere il proprio progetto.
 

Confrontarsi e chiedere a chi ha più esperienza di te accettando anche dure critiche.
 

Leggere, leggere, leggere.

Vanessa Occhione

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